Era cominciato tutto con la lettura a mia figlia (Elena) del "Classico" di Collodi.
Sin da piccolo per me quel libro aveva avuto una duplice valenza: mentre da un lato ascoltavo la storia, al tempo stesso fantasticavo di costruirmi un burattino tutto mio, deciso a seguire le orme del bravo Geppetto.
Poi, per un motivo o per l'altro, non avevo mai dato seguito alla mia immaginazione, travolto dagli avvenimenti che trasformano un bambino con molta fantasia e voglia di "fare con le mani" in un adulto che svolge una professione e il suo ruolo di padre.
Un bel giorno d'estate mia figlia mi chiede di leggerle Pinocchio e allora, con grande entusiasmo, ritiro fuori una vecchia edizione illustrata: è stato come riprendere un discorso appena interrotto. Quei primi disegni del libro (dove si vede il burattino venir fuori dal legno) hanno riacceso immediatamente in me l'interesse per il vecchio proposito.
Così, col procedere della lettura, il burattino ha pian piano preso forma!
Per realizzarlo mi sono imposto di non usare chiodi o collante, quindi tutti gli snodi sono realizzati con incastri a testa di femore studiati in modo da non rinunciare alla mobilità degli arti.
... ora al mio Pinocchio manca solo l'abecedario, ma mi dicono che al giorno d'oggi a scuola si usa l'iPad!